Archive for Settembre, 2008

17 Settembre

# 29 Non Importa

L’armadietto dietro il mio è socchiuso. C’è un foglio di blocknotes, con su scarabocchiato un sorriso e un nomignolo affettuoso, attaccato all’interno della portina di ferro.
Ho preso un camice sporco, non mio, che prendeva polvere sul pavimento del magazzino da settimane, nessuno che lo raccogliesse. L’ho preso e portato a casa, l’ho lavato con l’additivo sbiancante, la candeggina, il sapone liquido, l’ammorbidente, assieme ai miei. L’ho stirato, piegato, messo nella borsa con i miei.
Apro un altro armadietto per mettere il camice non mio a disposizione di una delle mie colleghe. All’interno, un altro foglio quadrettato, con una frase simpatica e uno smile disegnato male. Fisso gli scarabocchi in blu.
Ascolto che non arrivi nessuno, apro un terzo armadietto. Un altro foglietto di messaggi. Anche nel quarto, stessa cosa.

Apro il mio, è lindo, nessuno mi ha messo un messaggio, un sorriso, un soprannome.

Vado al lavandino, mi bagno un dito, con il polpastrello inumidito mi scrivo da sola le mie iniziali sul ferro.

10 Settembre

# 28 Inutili Domande da Gente Inutile

“È fresco?”
“Sì”.
“Ma è sicura?”
“Sì”.
“Perché è per un bambino-anziano-malato-senzadenti, è fresco?”
“SI”.
“A me non sembra tanto fresco”.
“Signò, lo vede il tizio con la canna da pesca lì fuori? Ha appena finito di pescarglielo, ’sto cazzo di pesce”

Ma quando vi regalano un anello d’oro che fate, lo addentate e poi lo mettete sul bilancino da gioielliere?

4 Settembre

# 27 La Bella Lavanderina

Mi raccontano di quando era pulito. Che in tre, il giorno di chiusura, si armavano di scopa e spazzolone, e detersivi.
Ora la direttiva è: se svieni, non svenire. Perdere conoscenza in piedi è meglio che contrarre il colera. Se ci rapinanassero e ci ordinassero di stenderci a terra io preferirei la pallottola, dico. M. mi dà ragione.
L’altro giorno ho spostato uno scatolone di polistirolo. C’era un mucchietto grigio. L’ho spazzato via e quello s’è mosso, è corso ovunque, s’è sparso in ordine geometrico. I vermi hanno una loro eleganza matematica.
Mi passa la fame. Non riesco più a mangiare. Prendo un panino, mi chiedo chi lo abbia toccato. Che cosa avesse toccato prima di toccare il pane che tocco io.
Non si può vivere, così, non si può, dice M. Gli do ragione. Lancio detersivo per i piatti ovunque, sul pavimento. Con la canna faccio schiuma, la spargo anche negli angoli più lontani. I tensioattivi combattono contro pattume, macchie, intestini secchi incollati alle piastrelle. Ma perdono.
Eppure il mare dovrebbe essere così asettico. La concentrazione di sale automaticamente dovrebbe disinfettare. Nel Mar Morto i germi sono i più puliti del mondo, credo.