Archive for Febbraio, 2009

17 Febbraio

# 40 Holice

Ah, se avessi dato retta a mia nonna. Che mi voleva in tutù e scarpette con la punta. Ah, se le avessi dato retta. Avrei imparato pas deux, plissé, eeeeeeeeeeee on du truà, pliè, opplà! enchantè. Avrei volato leggera senza pesi, questo mio corpo avrebbe sfidato le nuvole e i gabbiani, morbido e preciso, fendendo l’aria per cadere nella leggerezza di una piuma tra le braccia di qualche ricchione saltellante.

Ah, se avessi. Se avessi, potrei cadere con grazia aramaica, con le braccia volteggianti l’aria pura di ghiaccio azotato, il sorriso sbiancato ad allargarmi la pelle d’alabastro sul viso.

Invece pianto il tallone consumato dello stivale su un fegatino di calamaro, la gamba destra si piega battendo a terra sul ginocchio, la gamba sinistra si allunga in una spaccata, le mani riparano la mia faccia strappandosi ai polsi.

E io bestemmio.

E la cassiera, fresca infermiera, strilla: Ghiaccio! Mettere il Ghiaccio!

Mi alzo a fatica, mi allontano per urlare in silenzio e di nascosto, come Fantozzi.

Ghiaccio! Ti metto il ghiaccio!

A scatti cammino come un robot di lamierino, Ghiaccio! Fatti mettere il Ghiaccio!

Ho strappato all’inguine, ma credo non sia una vita vissuta senza che un’altra donna mi metta due chilogrammi di ghiaccioli insapori sulla patatina. Vero?

“Quando arrivi a casa è meglio che ti metti del Ghiaccio”.

11 Febbraio

# 39 Scoooooòssssà

La mia vita fondamentalmente di impronta maschile si infrange contro la regola logica del fatti gli affari tuoi che è meglio.
Il transpallet non funziona? Premere la leva e scaricare la molla. Funzionerà.
La porta non si apre? Una leggera pressione lavorando di spalla e facendo cuneo con la punta del piede.
Scatoloni pesanti che nessuno vuol sollevare? Lavorare di coscia, senza piegare la schiena, un bel respiro ed espirare sollevando.

Ci vuole poco, alla fin fine, ad avere dentro quella sensazione strana di maschio mancato, la stessa provata per anni guardando i treni ammalati alle Grandi Officine Riparazioni dall’ottavo piano del davanzale della finestra.
È solo un attimo rivivere le botte fuori da scuola, il compagno di classe con cui ti lasciavi e ti mettevi assieme per tutte le medie che fai volare dentro la porta del bagno.
Un niente risentire la marcia scalare del motorino da trial, scalare a metà curva e il motore che muore e il peso che si accascia sulla gamba e il casco sganciato che rotola lungo la strada.

Un decimo di secondo decidere che, se c’è un corto e le prese di tutto il negozio son fuori uso e quindi bisogna provare tutte le combinazioni tra freezer, banchi gelo, radiolina e inscatolatrice, non ti riguarda. Sei una donna, mica ci capisci niente e lo stipendio al dieci del mese lo prendi lo stesso.