Archive for Maggio, 2009

16 Maggio

# 43 FAQ

Scusi, avete del pesce vivo fresco?

Ma se lo cucino oggi, quando posso mangiarlo?

Può toccarmi il pesce bello duro?

Mi dà un polipo bello grosso?

Me lo squama? Me lo filetta? Me lo sbranchia? Ho del pangrattato, me lo impanna?

A quanto vendete il ghiaccio?

Mi sbranzina due filetti?

Alla tv hanno detto che il palombo mangia il mercurio, mi dà tre chili di cefali?

Mi fa un chilogrammo di alìce per i gatti?

13 Maggio

# 42 Dead Can Pulse

Il bancone che piace fare a me è il mare. Alle sette del mattino gioco con le correnti sul ghiaccio e disegno spostamenti di pesci circondati da gamberi e capesante.
I naselli inseguono le orate che tallonano le sogliole che si posano sugli scampi che sfuggono ai soasi che volano verso i branzini che non possono stare per regole sanitarie accanto ai cefali.
I branchi nuotano in macchie di colore che spezzano le squame color petrolio: l’arancio sabbioso delle triglie di fondale, il marròn violaceo dei moscardini, il verde screzio degli sgombri, il rosa frocio dei pàgari, il rosso sangue degli scorfani.

Mi accorgo che lo scorfano ha nuotato contro il mio dito indice solo un’ora dopo, quando afferro per la branchia un rombo e sento pulsare la falange. Guardo il guanto usa e getta e mi accorgo del sangue che naviga nel lattice protettivo.

Serve a poco mettere il betadine e striscie di bende: il dito è nero e fa un male assurdo. Ma è lecito lamentarsi solo quando te lo sei amputato con la mannaia, una puntura non è ammessa per svenire dal dolore.

Il pomeriggio passa con nausea e mal di testa che si superano a vicenda come gregari a farsi la ruota per preparare la volata al capo squadriglia. La febbre.

A casa, la sera, M. mi sgrida, vuole che prenda medicinali, mi consiglia acqua bollente e sale, mi chiede se può sostituirmi entro una settimana dalla mia dipartita con una bionda galattica alta uno e ottanta e la quarta di reggiseno.

Sorrido e provo rimpianto, mentre la mano si sgonfia e il dito cessa lentamente di pulsare: era il battito del mio cuore e non l’ho mai avuto così tanto chiaramente tra le mani.

13 Maggio

#41 Domani

Ieri è arrivato UnChilo.
UnChilo è un ragazzo di quelli che in realtà sono uomini fatti e finiti, più verso i quaranta che i trenta, e dimostrano venticinque anni a esagerare. È molto bello, basso, i capelli rasati a zero. Sorride timido. Compra tutto a un chilo per tipo. Esordisce dandoti del Lei e termina ridendo dandoti del Tu.

Ieri è arrivata BorsaDelGhiaccio.
BorsaDelGhiaccio è una donna anziana, con i capelli bianchi sciolti e disordinati, che compera circa tre sacchetti di roba e poi ti porge una borsetta termica lurida in cui metterli. Il volume dei sacchetti si avvicina al metro cubo, quello della borsetta termica ai venticinque centimetri.

Ieri, dopo molto tempo, è tornato VadoAllOspedale.
VadoAllOspedale arriva con un sacchettino con dentro un golfino, e la luce nei suoi occhi è persa dietro i giochi al parco da bambino. Chiede sempre due cose e ti ringrazia per mezz’ore come se gli si avesse spalmato caviale su pane di segale.Il vuoto nelle sue pupille prima ti sbilancia, poi ti imbarazza, poi ti intristisce.

Ieri verso l’orario di chiusura è arrivata AghliBetti.
AghliBetti è uguale identica alla tizia sfigata del telefilm. È maleducata, scostante, si veste sempre di viola. La gara è non servirla. Chi perde se la becca.

Ieri, mentre si andava via dopo essersi cambiati, è entrata in cortile un’auto.
Dentro, c’erano due tizi, un uomo e una donna. Han guardato la serranda abbassata e lui mi ha fatto cenno come a chiedere se fosse troppo tardi. Gli ho risposto sorridendo e allargando le braccia a schermirmi. Lui è rimasto pensieroso per un attimo, lei lo ha baciato sulla guancia e gli ha detto allegra: “Pazienza, amore, ti va una pizza?”