| 24 Novembre |
# 55 Il Sonno della Ragione |
Son così stanca, amoremio, così stanca.
Sì, lo so, non dovrei: son in ferie da un mese, ormai.
No, amoremio, non mi far pensare a chi lavora dodici ore al giorno e la pausa pranzo la trascorre seduto azzannando un panino mentre fa scorrere dati sullo schermo di un computer.
Son stanca. Stanchissima.
Oh, no, no: non è giusto, amoremio, dirmi di chi lavora nei cantieri edili, oppure lucida pavimenti, o piuttosto vende merce all’aperto con qualunque tempo infuri sulla sua testa.
Smettila di dirmi che è solo il primo giorno dopo una lunga pausa: non m’interessa di esser stata negli statiuniti, non m’interessa di aver la pelle splendente, non m’interessa.
Guarda come sono stanca, amoremio, guarda: le mani mi si muovono lente, gli occhi mi si appannano, i piedi si trascinano.
E no, amoremio, no, davvero: non m’importa di chi cerca disperato questa mia vita, questo 27 del mese così necessario.
Amoremio, io ora salgo sul bancone, mi distendo sul ghiaccio e dormo un po’ accanto al gronco con l’amo ancora impiantato tra le fauci.
Dormo solo un po, amore mio, mi riposo solo un po’.
