# 53 La Benzina Costa Meno del Napalm

Oggi ha fatto il pazzo, G.
Rideva, faceva le smorfie alle spalle di chi perculava. Faceva allegria vederlo per una volta non imbronciato, il viso era finalmente quello di un giovane ventisettenne che fatica la sua giornata, stretto nei giacconi e nei pantaloni da sci ormai sporchi.

Di solito è triste. Oppure assorto. Almeno, così pare. Ma, se hai tempo, scorgi nei suoi occhi l’assenza di qualcosa.

La prima cosa che pensi è che sia stupido. Non stupido in senso spregiativo: stupido che non ci arriva, non ce la fa.
“Dov’è lo scolapasta?” chiede agitato perché deve portarlo velocemente giù, nelle cucine, che sennò la platessa per le crocchette di pesce si sfalda troppo.
“Lì nell’armadio, apri, è in basso”.
“…”
“Apri l’armadio, sul ripiano basso c’è uno scolapasta da 12 kg di capienza”.
“…”
“G. criste d’na madona, disbrojite n’atim, su, dumse da fè!”

G. ha passato molti anni in val Susa, come istruttore di sci. Conosce il piemontese: gli parlo secca e in dialetto e vedo che, come un automa, si china a prendere lo scolapasta. Si ferma un attimo con quel pentolone forato tra le braccia, mi guarda.

“Va nàn, va nàn, to pare al te ciama, allez”.

Il mischio di patois e monferrino lo inchioda definitivamente. Un urlo dalle scale, suo padre lo chiama a squarciagola, lo fa muovere come una mangusta che sente il pericolo all’ultimo istante.

Non è sciocco. Forse neanche stupido. Forse ha una carenza di vitamine, chi lo sa. Forse si ferma a pensare alla bellezza delle parole, oppure a ricordare chissà quali momenti speciali della sua vita, mentre ti fissa stolido. È un poeta, è uno scrittore, è un genio incompreso, lo immagino seduto in veranda, i piedi sulla ringhiera, un sigaro in bocca, il sole che sorge sul fiume paludoso tinto di rosso.

“Io non penso sia scemo. È solo molto timido”.
“Guarda che ho visto il suo profilo su facebook”.
“Be’? Anche io l’ho…”
“Nei dati personali ha scritto che ama sentire l’odore della benzina al mattino”.
“Ah”.

Non è stupido.
Riconosco adesso quella scintilla ferma nel fondo dei suoi occhi.

È Kurtz.

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